Diciassette anni e tre quarantene
Alice era in Cina con Intercultura quando è scoppiata l’epidemia di Coronavirus. Costretta a tornare in Italia, è ora nuovamente bloccata casa. “Siate ottimisti. Passerà anche questa”
da ML Network | 17 March 2020

Diciassette anni e tre quarantene in due mesi. Alice Fuschiotto è partita a settembre per HanDan, città della provincia dell'Hebei in Cina grazie a Intercultura, associazione che organizza programmi di scambio studenteschi. Durante il suo soggiorno all’estero, si è trovata nell’epicentro della diffusione del Coronavirus ed è stata costretta a tornare in Italia. Due settimane di clausura in Cina, due al suo ritorno a casa ed ora un altro periodo senza poter uscire a causa delle misure restrittive del Governo. Ospite di Chiara Di Paola e Riccardo Cotumaccio ai microfoni di Zai.time, la trasmissione del pomeriggio dell’ML Network, ci ha raccontato la sua esperienza.

Cosa ti porti dietro dal tuo soggiorno in Cina?

Sono stati 5 mesi incredibili: ora ho una sorella, un fratellino e tantissimi amici cinesi. Sono riuscita a imparare la lingua e mi porto nel cuore tutti i luoghi visitati e i professori che mi hanno accudita. Mi porto dietro delle relazioni umane davvero ineguagliabili.

In questo momento stai vivendo la terza quarantena. Qual è stata la più dura?

La peggiore è questa che sto vivendo qui in Italia. In Cina è stato brutto dover rimanere in casa soprattutto perché sapevo che dovevo tornare forzatamente in Italia, ma mi sono divertita e ho cercato di godermi la mia famiglia; la seconda quarantena, in realtà, l’ho quasi desiderata: ero molto triste per come si era conclusa la mia esperienza e non volevo vedere nessuno. Questa terza mi fa molta rabbia: sono andata via dalla Cina proprio per questo motivo e ora mi ritrovo nella stessa identica situazione; inoltre mi trovo indietro con il programma scolastico e sobbarcata di lavoro.

In un periodo così difficile sei riuscita a trovare anche qualche elemento di positività?

Sono una persona ottimista, anche se è difficile tenere l’umore alto. In Cina ho cercato di approfittare degli ultimi giorni, continuando a studiare cinese e a conoscere bene la mia famiglia. Qui è più difficile vedere qualcosa di positivo, ma mi ripeto che passerà. Io ne ho passate due, passerà anche la terza se collaboriamo tutti insieme.

Cosa pensi della gestione dell’emergenza da parte del Governo Cinese?

La Cina ha gestito benissimo l’emergenza. Non ero a Wuhan, dove sicuramente la situazione è stata molto difficile e forse in parte mascherata. Ma la Cina ha chiuso tutto nel giro di una settimana e questa situazione è stata la salvezza. Pensate che non c’erano neppure dei veri e propri divieti. L’aeroporto di Pechino e le strade di tutte le città erano deserte, ma era una scelta delle persone: hanno seguito tutte le procedure senza un vero e proprio divieto. I provvedimenti che l’Italia ha preso adesso dipendono dal fatto che la gente non ha capito bene la gravità della situazione. Per questo ora hanno introdotto divieti e multe.