Il futuro dopo la quarantena
Che impronta lascerà sul mondo questa pandemia? Non possiamo che migliorare
Lorina Pecani | 20 April 2020

Dopo la quarantena spero che tutti riusciremo a dare peso alle piccole cose che prima ci sembravano banali. Poter andare ai concerti dei nostri cantanti preferiti, fare una gita scolastica, andare al mare e sentire il rumore delle onde che si infrangono sulla riva e i granelli di sabbia sotto i piedi, o più semplicemente, una bella passeggiata al centro della nostra città ridendo e scherzando. Un gelato preso in compagnia, un pomeriggio con una persona molto importante, andare a prendere un caffè in un bar, andare al cinema e, soprattutto, andare a scuola: i compagni di classe con cui si scherza in continuazione, gli insegnanti, le risate, le spiegazioni e le interrogazioni, con la paura di dimenticare qualcosa. Per quanto credevamo che tutto questo potesse essere banale, ora che non lo abbiamo più ci sembra così prezioso.

Spero che capiremo anche quanto è importante la vita sulla terra, perché per colpa nostra migliaia di animali stanno morendo ogni giorno. Perciò spero che riusciremo a rispettare ancora di più la raccolta differenziata, a cercare di fare del nostro meglio per evitare di comprare cose usa e getta, plastica inutile, di gettare mozziconi di sigaretta a terra o in spiaggia, di usare quanto meno possibile la macchina sostituendola con una bella passeggiata a piedi o in bici o chiudere l'acqua quando non ci serve. Sono piccole cose che, se svolte da 7,6 miliardi di persone, salverebbero la vita di molti animali... e di molti, moltissimi umani.

Spero che la mentalità delle persone sarà più aperta e che tutti capiscano il rischio che corriamo ogni giorno, perché inizialmente si dava poco peso a questo problema, ed è per questo motivo che siamo arrivati fino a qua. Se tutti noi ci fossimo comportati in modo più responsabile e civile probabilmente tra non molto tempo avremmo potuto riavere la nostra normalità.

Spero anche che se in futuro dovesse esserci un problema simile a questo le persone possano essere diventate più empatiche perché loro stesse hanno vissuto situazioni difficili.

Spero che le persone si rendano conto di quanto sia importante il valore della famiglia, che in questo momento ci sta vicino e ci aiuta in tutte le difficoltà, o il valore delle persone che ci sono distanti. Diamo per scontati alcuni gesti, come un abbraccio da un amico, un conforto o un semplice saluto, e ora che non possiamo né riceverli, né farli, ci rendiamo conto di tutto quello che avevamo.

Ma soprattutto, mi auguro che la pandemia che stiamo vivendo ci abbia insegnato ad apprezzare la fortuna ad essere nati in un Paese libero, perché in altre parti del mondo la libertà non esiste e vengono violati tutti i diritti umani... e non “solo” in quarantena.