Caso Vannini, svolta della Magistratura italiana
Una sentenza definitiva che vede l'emergere della giustizia nella Magistratura italiana dopo anni di lotte e menzogne
Laura Marta Di Gangi | 1 October 2020

Il risultato che si era ottenuto durante il primo processo aveva visto Antonio Ciontoli condannato ad appena 5 anni di carcere, ma le reazioni da parte dei genitori della vittima e di tutto il paese che, da 5 anni sostiene la causa e i genitori del ragazzo, non hanno tardato ad arrivare. Il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, ha infatti dichiarato che: “La sentenza ottenuta lascia un senso di sconforto e di ingiustizia per tutti, come se si stessero giustificando i colpevoli per l’atto compiuto”. Ciò che da oltre 5 anni lascia un senso di amarezza è il fatto che, a compiere una simile atrocità, sia stato un uomo dello stato, un uomo che per lavoro dovrebbe dare e assicurare la sicurezza e la giustizia dei cittadini.

Ciò che oggi però dona un senso di soddisfazione e giustizia e appaga le lotte svolte in questi 5 lunghi anni dai genitori di Marco, è l’esito del processo di appello bis che stabilisce che si è trattato di omicidio volontario e che ha stabilito le pene di 14 anni per Antonio Ciontoli, il padre della fidanzata di Marco, ritenuto responsabile della morte del ragazzo e di 9 anni e 4 mesi per concorso anomalo in omicidio volontario per moglie e figli che hanno partecipato all’uccisione.

L'esito della sentenza ha dato finalmente un esito positivo a questo processo e alla Magistratura italiana, in cui tutti avevano quasi perso la fiducia dopo l'esito del primo processo. Ma con il ritorno in aula e la sentenza definitiva a 14 anni di carcere per l'assassino, i cittadini italiani sono tornati a sentirsi protetti, tutelati e ad avere nuovamente fiducia in essa. 

Dichiarazioni di Ciontoli

Il colpevole della morte di Marco, Antonio Ciontoli, durante l’udienza è apparso provato e pentito del gesto da lui compiuto. Ha chiesto perdono per aver tolto la vita ad un “ragazzo di vent’anni, bello come il sole e buono come il pane”, così ha definito il fidanzato della figlia a cui lui ha tolto la vita. Come se il suo rimorso, dopo 5 anni di bugie e negazioni, potesse alleggerire il dolore che grava sui Signori Vannini a causa della sua irresponsabilità.

Dichiarazioni dei genitori di Marco

Dopo 5 anni di lotte, sentenze, dichiarazioni e indagini, finalmente i genitori di Marco, pur non potendo più rivedere il figlio però, possono adesso viversi il lutto dell’unico figlio che avevano in maniera tranquilla e sereni di aver lottato fino alla fine, affinché il figlio ottenesse la giustizia che meritava. La madre del ragazzo ha dichiarato infatti: "È una grande emozione, finalmente dopo più di 5 anni abbiamo dimostrato quello che era palese sin dall’inizio. Se fosse stato soccorso subito, Marco sarebbe qui. La giustizia esiste e per questo non dovete mai mollare". A dimostrazione che, nonostante la donna abbia sofferto in questi anni, ha creduto fino in fondo nella Magistratura, nelle leggi italiane e nel fatto che la verità su suo figlio sarebbe venuta a galla prima o poi.